Cernit, caratteristiche e modi d’uso

 
Avete mai provato a cimentarvi in creazioni di cernit e fimo? Magari, non l’avete mai fatto, o meglio, l’avete fatto, ma non avete mai capito quali siano le loro differenze. Ecco delle brevi spiegazioni sui due materiali e le loro techiche di lavorazione. Potrebbe essere utile e interessante dare un’occhiata!

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Cernit e Fimo Analogie

Il cernit è una pasta modellabile artificiale derivata dal petrolio; esso rientra tra le argille polimeriche (a base di plastificante e pigmenti colorati), introdotte alla fine degli anni Trenta del XX secolo dall’imprenditrice tedesca Fifi Rehbinder. Tale materiale è normalmente diffuso in commercio sottoforma di panetti colorati, di solito da 62 gr.

Anche il fimo è una pasta sintetica modellabile (appartenente alle argille polimeriche) e si trova in commercio con una vasta gamma di colorazioni, solitamente in panetti dal peso di 56 gr. Esso è termoindurente (proprio come il cernit, ovvero può essere cotto in forno a temperature non moto elevate, in modo da conferirgli durezza.

Cernit e Fimo Differenze

Apparentemente, dunque, le due paste in questione sembrerebbero in tutto e per tutto simili, ma in realtà risultano diverse. Quali sono allora queste differenze?

  • La prima differenza tra cernit e fimo è la malleabilità: il secondo risulta più morbido (sia la vecchia versione, sia quella nuova, recentemente messa in commercio, ma ancora più molle) dunque è il più gettonato dai dilettanti che si cimentano nel suo utilizzo, mentre il primo è più duro.
  • Il cernit è più poroso, risulta più difficile staccarlo con le mani e viene via a pezzi dai contorni più lineari e definiti, infatti si preferisce il taglio con la taglierina. Il fimo, invece, non è poroso e si può facilmente spezzare con le mani, notando la sua maggiore elasticità.
  • Una volta cotto, il cernit crea un effetto leggermente traslucido, meno opaco rispetto al fimo. Se inoltre si eccede nella cottura (con temperature attorno ai 200° C) il primo carbonizza, mentre il fimo tende a gonfiarsi.

La cottura

I due materiali sono entrambi idrorepellenti e possono essere lavorati a temperatura ambiente, procedendo alla modellazione di forme eterogenee e varie (a seconda degli oggetti e delle preferenze). Una volta cotte, le creazioni possono essere anche lucidate con apposita vernice trasparente.

  • Cottura al Forno
    Si raccomanda sempre l’uso di un forno destinato alle sole paste sintetiche e non ai cibi, ponendo attenzione alle sostanze tossiche che si sprigionano da tale cottura.
    Le temperature devono essere comprese tra i 100° C e i 130° C, per un tempo che può variare dai 10 ai 30 minuti, a seconda delle dimensioni dell’oggetto.
  • Cottura a Bagno Maria
    La cottura a bagno maria prevede l’impiego di una pentola, con acqua da portare a ebollizione, alla quale è sovrapposto un piatto (in ceramica o vetro, da non utilizzare per i cibi!) con le creazioni in fimo o cernit coperte con un coperchio. Il tempo di cottura può variare tra il 15 e i 30 minuti.

Le creazioni che si possono realizzare con tali prodotti sono svariate e infinite: dai bijoux ai segnaposto, da decorazioni per torte a portachiavi, da cornici per foto a portapenne. Insomma: la fantasia e l’originalità non devono mancare, poi con un po’ di pratica e di ingegno il gioco è fatto!
Buon divertimento!

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