Pardo: cos’è, come si usa e differenze con il Fimo

 

pardo professional jewellery

Il mondo delle creazioni fai da te è in continuo sviluppo. Di solito si viene facilmente a contatto, in mercatini o botteghe online di intraprendenti artigiani, con oggettistica e gioielli in Fimo, ma ci sono anche alternative a questa pasta sintetica.

Tra queste alternative rientra proprio il Pardo, il quale risulta essere molto soddisfacente; allora è bene comprenderne le caratteristiche e le proprietà essenziali.

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Carta d’identità del Pardo.

Il “Signor Pardo” è una pasta modellabile che rientra tra le argille polimeriche, ma già dalla sua composizione si può intuire la prima grande differenza rispetto al “Signor Fimo”. Esso contiene, seppur in piccole dosi, cera d’api naturale, la quale funge da plastificante in luogo degli ftaliti, presenti nel Fimo (gli ftaliti sono esteri dell’acido ftalitico e fungono da sostanze plastificatrici nelle argille polimeriche sintetiche).

I colori del Pardo si trovano in una vasta gamma e i loro pigmenti risultano più brillanti rispetto a quelli del Fimo; essi possono anche essere mischiati per ottenere nuove soluzioni, cosa che si può effettuare anche con il Fimo. I pigmenti utilizzati in questa pasta risultano di ottima qualità e rientrano nel cosiddetto brand premium. Dopo la cottura, inoltre, tali colori restano uguali e non perdono la loro lucentezza.

Il Pardo è comunemente commercializzato in confezioni pratiche e salva freschezza, sia in panetti da 34, 60 o 75 gr., ma è anche venduto in praticissime vaschette con palline di pasta (dal diametro di 20 mm circa) e questa è un’altra caratteristica molto utile per la lavorazione. Le palline si prestano meglio al dosaggio e alla praticità nella lavorazione.

Ci sono inoltre due linee, che solitamente si presentano in commercio:

  • una è la linea Professional con colori un po’ più standard;
  • l’altra è quella Jewerly, concepita appositamente per le creazioni di piccola gioielleria o bigiotteria faidate, con gamme cromatiche che richiamano le pietre preziose.

Lavorazione del Pardo

Il Pardo va ammorbidito con le mani, come anche il Fimo e tutte le altre paste modellabili, ma questo ha bisogno di circa 5 minuti per il completo condizionamento, perché risulta leggermente più duro. Questa caratteristica a seconda delle creazioni che si desiderano creare può essere un pregio o un difetto.
Il Pardo è perciò resistente, duro, ma allo stesso tempo anche più flessibile e la pasta non lascia neanche residui di colore. Inoltre la cera d’api lascia una piacevole sensazione di delicatezza e di buon odore sulle mani

Cottura

La cottura del Pardo maggiormente consigliata è quella in forno, ad una temperatura compresa tra i 120° C e i 130° C per un tempo che varia tra i 30 e i 45 minuti.
Anche la cottura a bagno maria può essere praticata, come per il fimo stesso, ma per una migliore cottura conviene scegliere quella nel forno.

Sebbene i costi del Pardo siano molto simili a quelli del Fimo (online i costi dei panetti si aggirano tra 1,80 € e 2,30 € ciascuno, all’incirca), il rapporto qualità prezzo parla chiaro in favore del primo.

La sfida tra il Pardo e il Fimo ha un vincitore? Provare per decretare! Con l’augurio di una fantasia infinita… BUONA SPERIMENTAZIONE!

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